Che cosa deve comunicare l’immagine
Il supporto visivo può mostrare un oggetto, un luogo, un’azione o l’ordine di una sequenza. Prima di scegliere l’immagine bisogna sapere quale informazione deve rendere più chiara. La foto di uno spazzolino identifica un oggetto; la foto di una persona che mette il dentifricio mostra invece un’azione.
Quando serve riconoscere un oggetto specifico, una fotografia scattata nell’ambiente reale può essere più immediata di un’illustrazione generica. Quando serve riutilizzare lo stesso concetto in luoghi diversi, un simbolo coerente può essere più flessibile.
Ridurre il rumore visivo
Lo sfondo, gli oggetti vicini e le scritte secondarie possono competere con l’informazione principale. Un’inquadratura semplice, un buon contrasto e dimensioni sufficienti aiutano a mettere a fuoco ciò che conta. Il testo, se presente, dovrebbe usare le stesse parole impiegate nella routine.
Non è necessario eliminare ogni dettaglio: una foto troppo astratta può perdere il legame con il contesto. La scelta migliore emerge dalla prova con la persona. Anche l’istruzione guidata in AidHome combina immagine, frase breve e navigazione avanti o indietro.
Mostrare l’ordine e la conclusione
Una routine visiva può presentare tutti i passaggi insieme oppure uno alla volta. La prima modalità offre una visione generale; la seconda limita le informazioni presenti sullo schermo. È utile rendere distinguibile il passaggio attuale e mostrare in modo chiaro quando l’attività è conclusa.
Se un passaggio cambia spesso, per esempio “scegli un vestito adatto al meteo”, può essere più utile mostrare il criterio di scelta che una singola risposta. La schermata dedicata alle attività fuori casa è un esempio di informazione collegata al contesto.
Aggiornare le immagini quando cambia la realtà
Un mobile spostato, una nuova confezione o un percorso diverso possono rendere una vecchia immagine meno comprensibile. Una revisione periodica permette di eliminare passaggi non più necessari e aggiornare quelli che non corrispondono all’ambiente.
Il supporto visivo non deve diventare un vincolo. Se la persona preferisce una parola, un audio o nessun aiuto in un determinato passaggio, la sequenza dovrebbe rispettare questa scelta.