Fabio segue il prodotto direttamente
Progettazione, sviluppo e assistenza restano collegate alla stessa visione e a un referente identificabile.
Chi c’è dietro AidHome
Fabio Koichi Begnini ha ideato AidHome pensando a suo fratello con sindrome di Down. Oggi sviluppa l’app per iOS e Android e segue direttamente il confronto con persone, famiglie, educatori e associazioni.
Ideatore, sviluppatore e referente
Fabio progetta e sviluppa AidHome e risponde direttamente a chi usa l’app o vuole provarla in famiglia e nei contesti educativi.
L’idea nasce osservando la vita quotidiana di suo fratello con sindrome di Down: rendere visibili sul telefono i passaggi di una ricetta, di una pulizia domestica o della preparazione per uscire.
Dopo oltre dodici anni come cuoco professionista, Fabio ha seguito il corso serale di Informatica e Telecomunicazioni all’Istituto Paleocapa di Bergamo. AidHome è diventata il suo progetto di diploma nel 2024 e, nello stesso anno, ha vinto il primo premio nazionale HackersGen.
Il progetto oggi
Progettazione, sviluppo e assistenza restano collegate alla stessa visione e a un referente identificabile.
La persona può scaricare l’app su dispositivi Android e iOS compatibili.
Il dato è stato riportato nel 2025 dal Portale delle Malattie Rare, con utenti da nord a sud Italia. Leggi la fonte (si apre in una nuova scheda)
La storia, in breve
Fabio inizia a trasformare un’esigenza osservata in famiglia in un’app per le attività quotidiane.
AidHome diventa il progetto di diploma di Fabio e vince HackersGen, la competizione promossa da SORINT.
L’app arriva su Google Play e App Store; le prime esperienze vengono raccontate anche dalla stampa.
Fabio aggiorna AidHome ascoltando persone, famiglie, educatori e associazioni.
Riconoscimenti e stampa
AidHome ha vinto la competizione nazionale promossa da SORINT.
Vedi il progetto (si apre in una nuova scheda)Un approfondimento sulle funzioni, la storia e il lavoro con le associazioni.
Leggi l’articolo (si apre in una nuova scheda)L’intervista parte dall’ispirazione familiare e arriva all’uso quotidiano dell’app.
Leggi l’intervista (si apre in una nuova scheda)