Routine e supporti visivi

Quante immagini servono per ogni passaggio di una sequenza

Di solito basta una immagine per ogni passaggio. Se ne servono due, conviene chiedersi che cosa fa ciascuna; se ne servono tre o più, quasi sempre il passaggio contiene più azioni e va diviso. Il numero di immagini si decide dopo aver deciso i passaggi, non prima.

Passaggio guidato di AidHome con l’immagine di una finestra aperta, l’istruzione e i pulsanti per proseguire o tornare indietro

Si parte dal passaggio, non dalle immagini

Chi prepara una sequenza visiva tende a chiedersi «quante immagini servono?». È più utile chiedersi prima «che cosa deve fare la persona in questo passaggio?». Se il passaggio contiene una sola azione, il numero di immagini si decide quasi da solo. Se ne contiene due o tre, nessun numero di immagini lo renderà chiaro: va diviso.

Il W3C, nel documento «Making Content Usable for People with Cognitive and Learning Disabilities», chiede istruzioni scomposte in passaggi, senza omettere nessun passaggio, e disponibili con esempi o illustrazioni. Non indica quante immagini usare, e questa guida non ne inventa un numero: propone un metodo da provare con la persona. Per scattare bene le foto c'è la guida su che cosa inquadrare; qui si ragiona su quante metterne.

Una immagine: il caso normale

Una immagine per passaggio basta quando il passaggio ha una sola azione e un solo oggetto o luogo da riconoscere: «prendi la tazza», «apri il frigorifero», «spegni la luce». L’immagine mostra ciò che serve a riconoscere l’azione, il testo la nomina in poche parole. Aggiungere altro non migliora la chiarezza: aggiunge qualcosa da guardare.

Due immagini: quando hanno scopi diversi

Una seconda immagine ha senso quando fa un lavoro che la prima non fa. Due scopi ricorrenti:

  • Trovare e usare. Una immagine mostra dove si trova l’oggetto, l’altra il gesto che lo usa. Serve se la persona fa fatica a ritrovare l’oggetto, per esempio il detersivo in un mobile con molte cose.
  • Prima e dopo. Una immagine mostra la situazione di partenza, l’altra il risultato. Serve quando il «finito» è difficile da riconoscere, come un tavolo riordinato.

Se la seconda immagine mostra solo lo stesso oggetto da un’altra angolazione, non sta facendo nessun lavoro: si può togliere. Conviene che le due immagini si distinguano a colpo d’occhio e che nel passaggio sia chiaro l’ordine in cui guardarle.

Tre o più: il segnale per dividere

Quando un passaggio sembra richiedere tre immagini, di solito contiene tre cose da fare. Meglio trasformarlo in tre passaggi con una immagine ciascuno. Ogni passaggio resta breve, la persona può spuntare ciò che ha fatto e chi affianca vede con precisione dove si è fermata. La guida su perché un’attività guidata non funziona mostra come rivedere una sequenza dopo la prova, compresa la divisione dei passaggi troppo pieni.

Dividere ha un limite: una sequenza di trenta passaggi stanca anche se ognuno è chiarissimo. Se l’attività è lunga, si può spezzarla in due momenti distinti, per esempio «preparare» e «sistemare», da fare in tempi diversi.

Come decidere il numero di immagini per un passaggio
Che cosa succede nel passaggioChe cosa farePerché
Una azione, un oggetto riconoscibileUna immagine.Basta a riconoscere l’azione.
La persona fatica a ritrovare l’oggettoDue immagini: dove si trova, come si usa.Ogni immagine ha uno scopo diverso.
Il risultato è difficile da riconoscereDue immagini: prima e dopo.Mostrano quando il passaggio è concluso.
Servono tre immagini o piùDividere il passaggio.Probabilmente contiene più azioni.
Un’immagine non aiuta a capireToglierla, o sostituirla con una più semplice.Distrae dal punto importante.

Sono criteri di partenza da adattare: ogni persona riconosce con facilità cose diverse.

Quando togliere un’immagine

Il pattern W3C «Avoid Too Much Content» osserva che evitare immagini non significative aiuta a concentrarsi sui punti importanti. Si applica anche qui: un’immagine decorativa, una foto che mostra molti oggetti o una seconda immagine ripetuta possono togliere attenzione a ciò che conta. Si può provare a togliere un’immagine alla volta e osservare se la persona fa più fatica o meno. Se non cambia nulla, non serviva.

Alcuni passaggi non hanno bisogno di immagini perché la persona sa già farli e li riconosce dal testo breve o dalla voce. Anche questa è una scelta: da prendere insieme, passaggio per passaggio, e da rivedere se la situazione cambia.

Provare con la persona

Il numero giusto si scopre in uso. Chiedete alla persona di seguire la sequenza una volta e osservate in quale passaggio si ferma e che cosa guarda. Se guarda a lungo senza decidere, il passaggio può avere troppe cose; se cerca l’oggetto, può servire una immagine che lo mostri. Cambiate una cosa alla volta e chiedetele che cosa le è sembrato chiaro e che cosa superfluo: il suo parere conta più di qualunque regola generale.

Se la sequenza è nuova per tutti, può aiutare partire da una routine semplice, come quella descritta nella guida sulla routine del mattino passo passo, e aggiungere o togliere immagini dopo qualche prova. La guida sul supporto visivo nelle routine aiuta a scegliere fra fotografie e simboli.

Come AidHome mostra i passaggi

AidHome divide le attività quotidiane in passaggi e ne mostra uno per schermata, con testo, immagini e lettura vocale, e la possibilità di proseguire o tornare indietro. La struttura rende naturale il principio di questa guida: prima si decide il passaggio, poi che cosa serve per riconoscerlo. La pagina Come funziona AidHome descrive i comandi. Questa guida non dà per scontato che l’app permetta di aggiungere immagini proprie: il metodo vale per una sequenza su qualsiasi supporto, anche su carta.

Fonti e riferimenti

Nota sulla trasparenza: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente revisionato e approvato prima della pubblicazione.

FAQ

Domande su questo argomento

Risposte generali da adattare alle preferenze e al contesto della singola persona.

Quante immagini servono per un passaggio?
Di solito una. Se il passaggio contiene una sola azione, una immagine che la rende riconoscibile basta. Se la persona fatica a trovare l’oggetto o a riconoscere il risultato, se ne possono usare due con scopi diversi.
Quando un passaggio ha bisogno di due immagini?
Quando ciascuna fa un lavoro diverso: una mostra dove si trova l’oggetto e l’altra come si usa, oppure una la situazione di partenza e l’altra il risultato. Se la seconda non aggiunge nulla, si può togliere.
Se servono tre immagini, che cosa conviene fare?
Provare a dividere il passaggio: tre immagini di solito indicano tre azioni. Con tre passaggi e una immagine ciascuno, ogni schermata resta semplice e si vede meglio dove la persona si ferma.

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