Una foto, un passaggio
La regola di partenza è semplice: ogni foto corrisponde a un solo passaggio. Se in una foto si vedono due azioni, chi la guarda deve scegliere da quale cominciare. Se un passaggio ha bisogno di due foto, di solito è perché contiene due azioni e va diviso.
Il W3C, nel documento «Making Content Usable for People with Cognitive and Learning Disabilities», indica fra i suoi obiettivi quello di usare contenuti chiari (testo, immagini e media), comprese «clear images», cioè immagini chiare. Il documento riguarda i contenuti digitali, ma il criterio si applica bene anche a una foto stampata o salvata sul telefono. Per scegliere fra fotografie e simboli, e per capire che cosa deve comunicare un’immagine, c’è la guida sul supporto visivo nelle routine; qui si parla di come scattare la foto.
Che cosa inquadrare: oggetto, gesto o risultato
Prima di scattare conviene chiedersi che cosa deve capire chi guarda. La risposta cambia l’inquadratura.
| Che cosa deve capire chi guarda | Che cosa inquadrare | Esempio |
|---|---|---|
| Quale oggetto prendere | L’oggetto, da solo e al suo posto abituale. | Il detersivo per i piatti accanto al lavello. |
| Che gesto fare | Le mani che fanno il gesto, con l’oggetto in vista. | Una mano che versa poco detersivo sulla spugna. |
| Come deve essere il risultato | Il luogo o l’oggetto a passaggio concluso. | Il lavello vuoto e la tazza sullo scolapiatti. |
Sono esempi per mostrare il metodo: oggetti, gesti e stanze cambiano da casa a casa.
Conviene fotografare nella stanza e con gli oggetti reali della persona, non in un ambiente simile. Riconoscere il proprio lavello o la propria tazza richiede meno interpretazione che riconoscere un lavello qualsiasi.
Sfondo e luce: togliere ciò che distrae
Una foto fatta al volo mostra spesso più di quello che serve: la spugna e anche il giornale, il piatto e anche tre oggetti dietro. Il pattern W3C «Avoid Too Much Content» osserva che evitare immagini che non aiutano permette di concentrarsi sui punti importanti. In pratica, prima dello scatto si può:
- spostare per un momento gli oggetti che non c’entrano, o scegliere un angolo più libero;
- avvicinarsi finché l’oggetto o il gesto occupa gran parte della foto;
- usare luce uniforme, evitando controluce e riflessi sull’oggetto;
- tenere il telefono fermo e controllare la foto prima di passare alla successiva.
Non serve eliminare ogni dettaglio. Una foto troppo spoglia può perdere il legame con il luogo: la scelta giusta si vede provando con la persona.
Il punto di arrivo
Spesso si fotografa solo l’inizio e il durante, ma una foto del risultato dice quando un passaggio è finito. È utile soprattutto per il riordino: il piano di lavoro libero, la tazza al suo posto, lo sportello chiuso. Anche la guida su come riordinare la camera mostra l’utilità di definire che cosa significa «finito» passaggio per passaggio.
Se l’ultimo passaggio comporta uno strumento per cui la persona può avere bisogno di aiuto, come il fornello o un coltello, la foto può mostrare il punto in cui fermarsi, insieme alla regola concordata su chi interviene. La guida su come chiedere aiuto durante un’attività spiega come scriverla.
Persone e dati personali fuori dall’inquadratura
Prima di condividere o stampare una sequenza, guardate bene i bordi di ogni foto. Meglio lasciare fuori volti di altre persone, lettere, ricevute, schermi accesi e qualunque cosa riporti nomi, indirizzi o numeri. Se serve mostrare un gesto, di solito bastano le mani. Se una foto include la persona, è lei a decidere se tenerla, e può sceglierla insieme a chi affianca.
Provare con la persona e aggiornare
Una sequenza di foto si valuta in uso. Chiedete alla persona di seguirla una volta e osservate dove si ferma, che cosa chiede, quale foto le sembra poco chiara. Poi cambiate una foto alla volta: più vicina, con meno oggetti attorno, con il risultato in vista. Se cambia la cucina, il lavello o l’oggetto, la foto va rifatta, altrimenti non corrisponde più a ciò che si vede davvero.
Fate le scelte insieme: la persona sa quali immagini riconosce prima e quali le sembrano superflue. Il suo parere conta più di qualunque regola generale.
Come AidHome presenta i passaggi
AidHome divide le attività quotidiane in passaggi e ne mostra uno per schermata, con testo, immagini e lettura vocale, e la possibilità di proseguire o tornare indietro. La struttura è la stessa di una sequenza di foto ben fatta: un passaggio, un’immagine che lo rende riconoscibile, un’istruzione breve. La pagina Come funziona AidHome descrive i comandi. Questa guida non dà per scontato che l’app consenta di aggiungere foto proprie: serve a preparare sequenze visive su qualsiasi supporto, anche su carta.
Per un esempio completo di sequenza, la guida sulla routine del mattino passo passo mostra come ordinare i passaggi prima di fotografarli.
Fonti e riferimenti
Nota sulla trasparenza: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente revisionato e approvato prima della pubblicazione.