Famiglie

Ddl caregiver familiari: che cosa prevede il testo approvato dalla Camera

Il 14 ottobre 2026 la Camera ha approvato il disegno di legge «Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari» (A.C. 2789) e lo ha trasmesso al Senato il 16 ottobre. Non è ancora una legge: nessun contributo o tutela è in vigore e il testo può cambiare. Questa pagina riassume, sul dossier del Servizio Studi della Camera, chi è il caregiver familiare nel testo, come funzionerebbe il riconoscimento, quale contributo e quali congedi sono previsti.

Schema con i quattro profili di caregiver familiare del testo A.C. 2789-A: prevalente con almeno 91 ore settimanali e convivenza, convivente da 30 a 90 ore, non convivente con almeno 30 ore, convivente o non convivente da 10 a 29 ore

Che cosa è successo

Secondo la scheda del progetto di legge sul sito della Camera, il disegno di legge A.C. 2789 è stato presentato il 6 febbraio 2026, discusso in Assemblea dal 2 al 14 ottobre, approvato il 14 ottobre 2026 e trasmesso al Senato il 16 ottobre, dove ha il numero 2063. Il testo nasce da un disegno di legge del Governo: il 12 gennaio 2026 la ministra Alessandra Locatelli aveva annunciato che il Governo lo aveva varato, presentandolo come un primo passo.

Per diventare legge servono ancora l’esame e l’approvazione del Senato, nello stesso testo o in uno modificato. Se il Senato lo modifica, il testo torna alla Camera. Fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e al giorno successivo, che è la data di entrata in vigore prevista, non cambia nulla per nessuno.

Un limite di questa pagina. I dettagli che seguono vengono dal dossier del Servizio Studi della Camera del 1° ottobre 2026, scritto sul testo uscito dalla commissione (A.C. 2789-A) prima dell’esame in Aula. Non ho trovato in forma consultabile il testo definitivo approvato il 14 ottobre: gli emendamenti votati in Aula potrebbero aver cambiato qualche punto. Prima di basarsi su una cifra o su una scadenza, conviene controllare il testo trasmesso al Senato.

Chi è il caregiver familiare nel testo

Il dossier descrive il caregiver familiare come una persona adulta che assiste un familiare o il partner che ha una disabilità, riceve l’indennità di accompagnamento o non è autosufficiente. La figura si distingue in quattro profili, in base alle ore settimanali di assistenza e alla convivenza:

I quattro profili di caregiver familiare nel testo A.C. 2789-A (dossier del 1° ottobre 2026)
ProfiloOre settimanaliConvivenza
Caregiver familiare prevalente91 o piùConvive con la persona assistita, certificata come non autosufficiente
Caregiver familiare conviventeDa 30 a meno di 91Convive con la persona assistita
Caregiver familiare non convivente30 o piùNon convive con la persona assistita
Caregiver familiare convivente o non conviventeDa 10 a meno di 30Indifferente

Il carico di assistenza viene riportato nel progetto di vita o nel piano assistenziale individualizzato. La persona assistita può indicare fino a tre caregiver. Per i minori il ruolo spetta ai genitori; per chi è sotto una misura di protezione decide, tenendo conto della volontà della persona, chi ne ha la rappresentanza.

Il riconoscimento tramite INPS

Il riconoscimento passa dall’INPS. Secondo il testo del dossier, l’Istituto deve rendere disponibile entro il 2 gennaio 2027 una piattaforma informatica; la procedura parte con una istanza della persona assistita presentata attraverso il portale. La decisione è prevista entro 30 giorni e, in caso di rifiuto, si può chiedere un riesame entro altri 30 giorni. Per il caregiver non convivente è richiesto di abitare entro 40 chilometri dalla persona assistita.

Il testo prevede inoltre che il caregiver partecipi alla valutazione multidisciplinare, al progetto di vita e al piano assistenziale individualizzato, e che possa ricevere informazioni sulla persona assistita con il suo consenso. Le associazioni che rappresentano i caregiver sarebbero consultate nella redazione dei piani sociali nazionali.

Il contributo economico

Il contributo è riservato al caregiver familiare prevalente. Nel dossier i requisiti sono redditi da lavoro non superiori a 3.000 euro lordi l’anno e ISEE del nucleo non superiore a 25.000 euro (il limite iniziale era 15.000 euro ed è stato alzato in commissione). Fino a 15.000 euro di ISEE l’importo non dipende dall’ISEE; tra 15.000 e 25.000 euro si riduce secondo una formula. Il limite per ogni persona è di 1.200 euro a trimestre, fissato di volta in volta da decreti trimestrali del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità; se l’importo calcolato è pari o inferiore a 30 euro nel trimestre, non viene erogato.

Il contributo spetterebbe per al massimo due assistiti per caregiver, dal gennaio 2027, con erogazione trimestrale. Non entrerebbe nell’imponibile IRPEF né nella componente reddituale dell’ISEE. Sono dettagli del testo in discussione, non importi riconosciuti: molte guide online parlano di un «bonus» già disponibile, ma finché la legge non è in vigore non c’è nulla da richiedere.

Lavoro e congedi

  • Orario di lavoro. Il caregiver dipendente può chiedere modifiche all’orario o alle modalità di lavoro, anche in lavoro agile, con priorità nel passaggio da tempo pieno a parziale e diritto di tornare al tempo pieno.
  • Congedo parentale. I genitori caregiver di minori con disabilità potrebbero usare il congedo parentale e il suo prolungamento fino alla maggiore età del figlio, e non fino ai 14 anni, a partire dal 2027. La durata complessiva non cambia.
  • Ferie e riposi. I colleghi dello stesso datore di lavoro potrebbero cedere gratuitamente riposi e ferie al caregiver, secondo modalità rinviate ai contratti collettivi.

Il testo introduce anche una tutela contro le discriminazioni subite a causa del legame con la persona con disabilità: il caregiver potrebbe agire ai sensi della legge 67/2006, come l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e le associazioni già legittimate.

Le risorse

Il dossier indica oneri di 1,15 milioni di euro per il 2026, 257 milioni per il 2027 e 260 milioni l’anno dal 2028, coperti in parte con il Fondo caregiver della legge di bilancio 2026 e in parte con riduzioni di altri fondi per la disabilità. Le altre disposizioni si attuerebbero con le risorse già disponibili. Come ogni cifra di questa pagina, anche questa può cambiare nel passaggio al Senato.

Che cosa non dice il testo

Il disegno di legge non riguarda le attività quotidiane della persona, non indica strumenti o metodi per l’autonomia e non sostituisce la valutazione dei servizi. Riconosce il ruolo di chi assiste e ne definisce tutele e sostegni: che cosa fare ogni giorno con la persona resta una decisione sua, della famiglia e di chi la segue. Il riconoscimento di caregiver non dice nulla sulla capacità o sui bisogni della persona assistita.

Che cosa possono fare familiari e caregiver adesso

  1. Non aspettarsi un contributo già attivo. Per le misure in vigore restano validi i bandi regionali e dei distretti e le indicazioni dell’INPS; il disegno di legge non li sostituisce finché non è approvato.
  2. Tenere traccia delle ore di assistenza. Il profilo dipende da ore e convivenza: annotare in modo semplice che cosa si fa durante la settimana aiuta a capire in quale profilo si ricade, qualora il testo venga confermato.
  3. Parlarne con la persona. Il testo prevede che sia la persona assistita a indicare i caregiver: è un’occasione per chiederle chi sente vicino e come vuole essere sostenuta. Qualche indicazione su come proporre un aiuto in famiglia senza imporlo è in come proporre un supporto in famiglia.
  4. Coinvolgere educatori e servizi. Progetto di vita e piano assistenziale sono il luogo in cui il carico di cura viene registrato: una collaborazione chiara tra persona, familiari ed educatori, come quella descritta in collaborare tra persona, educatori e familiari, rende più semplice dire che cosa serve davvero.
  5. Seguire il Senato e la Gazzetta Ufficiale. Solo la legge pubblicata, con le sue date di applicazione, dice che cosa spetta e da quando.

Dove si colloca AidHome

AidHome non è coinvolta dal disegno di legge e non serve a ottenere il riconoscimento o il contributo. AidHome divide attività quotidiane, routine e ricette in passaggi, che la persona può seguire con un supporto adatto a lei; la pagina per le famiglie descrive come provarla insieme. Non è un dispositivo medico e non sostituisce il lavoro di cura né i servizi: può solo rendere più chiare alcune attività, se la persona lo vuole.

Fonti e riferimenti

Nota sulla trasparenza: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente revisionato e approvato prima della pubblicazione.

FAQ

Domande su questo argomento

Risposte generali da adattare alle preferenze e al contesto della singola persona.

Il ddl sui caregiver familiari è già legge?
No. La Camera lo ha approvato il 14 ottobre 2026 e lo ha trasmesso al Senato il 16 ottobre. Diventa legge solo dopo l’approvazione definitiva, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’entrata in vigore, prevista nel testo il giorno successivo. Se il Senato lo modifica, torna alla Camera.
Chi è il caregiver familiare prevalente secondo il testo?
Nel dossier del Servizio Studi della Camera sul testo A.C. 2789-A è il caregiver che convive con la persona assistita, certificata come non autosufficiente, e le dedica almeno 91 ore settimanali. Il testo definisce altri tre profili con ore e convivenza diverse.
Il contributo per i caregiver si può già chiedere?
No. Il contributo descritto nel dossier, fino a 1.200 euro a trimestre per ogni caregiver prevalente con requisiti di reddito e ISEE, parte dal gennaio 2027 solo se la legge viene approvata. Per le misure in vigore servono i bandi regionali o dei distretti e le indicazioni dell’INPS.

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